| GIOVANNI SERODINE
(1594c.-1630)
..."Che Giovanni Serodine sia
non soltanto il piú forte pittore del Canton Ticino, ma uno dei
maggiori di tutto il Seicento italiano, é affermazione che fu
lungamente impedita da ragioni d'ordine vario. Esterno, come lo
smarrimento successivo e la ubicazione troppo eccentrica delle poche
opere; interno, e piú decisivo, l'orientamento dottrinale del gusto,
durato per piú di due secoli, in favore dei precetti accademici e
perció sempre in grave sospetto di fronte ad ogni inclinazione naturalistica.
(...)
Tutti i suoi dipinti vertono esclusivamente su temi sacri (...) la
restrizione volontaria (tematica) potrà forse suggerire qualcos'altro
sul temperamento del Serodine, sulle sue inclinazioni e credenze; ma,
appunto perció, é piú sorprendente rilevare ch'egli riuscisse a
restar fedele all'intenzione caravaggesca proprio nell'ambito piú
severamente controllato; ad esercitarsi, cioé, sul punto piú bruciante
d'incidenza tra la circostante ideologia cattolica della Controriforma
(proclive ormai a riconoscere come arte ufficiale una rigorosa ed aulica
accademia, organizzatrice persino di visioni e di estasi) e la religione
naturale del Caravaggio.
Anche per il Serodine, il rischio era dunque di incontrare gli stessi
inciampi, le stesse ripulse che, qualche decennio innanzi, avevano
amareggiato il grande iniziatore ed erano stati causa non ultima
dell'inasprirsi del suo carattere e dello sciagurato precipitare della
sua vicenda umana.(...)
E qui si chiude in bellezza, se la parola ha un senso nell'occasione, la
breve parabola del Serodine; già quasi clandestina al suo tempo e
súbito accuratamente schivata da chi aveva buone ragioni di temere che
la pittura potesse imboccare una svolta tanto pericolosa.
Infatti, già nel 1642, il biografo romano (G.Baglione) (...) s'incarica
di morigerare il Serodine e i suoi eventuali seguitori con queste
parole: Il Serodine avrebbe fatto asssai, ma era un di quelli che
dispregiava i buoni ordini dell'arte: e questi ingegni restano da loro
stessi ingannati e nell'ignoranza immersi.(...) Ma forse si sarebbe
ravveduto, se infino all'età perfetta fusse campato.(...)
Ma oggi, per noi, son proprio il mancato ravvedimento del Serodine, la
sua eroica fedeltà alla naturalezza caravaggesca, a suonare come il
maggior titolo per la sua fama"...
Roberto Longhi "Da Cimabue a Morandi", Ed. Mondadori,
1978
Pittura aspra, grande e tragica,
ancora piú diretta e drammatica di quella del Caravaggio.
Le pennellate rapide, quasi dei colpi di sciabola, che ricordano il
moderno Soutine;... "una impaginazione anche piú moderna che nei
ritratti piú spinti di Frans Hals o del Rembrandt, ancora da venire del
resto; e da richiamare addirittura i francesi intorno al 1860-70"
(op.cit.) ; emozioni profonde, vitali..., pittura lontanissima dalla
quella ufficiale levigata e teatrale degli accademici di moda.
Le poche "pericolose" opere del Serodine sono state
"dimenticate", o meglio "occultate" e per secoli
rese "invisibili".... (soffrendo la medesima
"malattia" della: Storia di Garabombo l'invisibile, di
Manuel Scorza, Ed.Feltrinelli 1973)
Giovanni Serodine: Le opere
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