Canaletto, Il Canal Grande, da Campo San Vio, presso il Ponte di Rialto, 1723.

 

Il più importante problema artistico del mondo: 
VENEZIA AFFONDA

In una classifica ideale dei beni artistici del mondo, probabilmente Venezia occuperebbe il primo posto. Come la Conferenza dell’Aia ha riconfermato, le variazioni climatiche aumenteranno ovunque nel secolo il livello delle acque. Per Venezia è una nuova condanna a morte. Infiniti, inutili appelli nei decenni scorsi sono stati lanciati da tutto il mondo sulla base delle inequivocabili diagnosi dei massimi scienziati. Il parere pressoché unanime degli esperti internazionali è che la miglior difesa oggi possibile è la costruzione delle famose "dighe mobili" che entrerebbero in funzione nei casi di emergenza per regolare l’acqua nella laguna e impedire inondazioni devastanti.

Lo Stato italiano continua a rispondere con la piú assoluta indifferenza, inventando via via una sequenza di ridicole, pretestuose scuse per non decidere.

Perché? È impressionante che alla colpevole inadempienza dei politici corrisponda la stessa indifferenza dell’opinione pubblica italiana, cioè dei cittadini, cioè di ciascuno di noi (mia che scrivo e tua, che mi leggi) e soprattutto dei nostri mezzi di informazione. Ci indignamo per le condanne a morte degli americani, va bene, non ci importa nulla della morte annunciata di Venezia.

L’ incapacità del governo di decidere di costruire le dighe mobili (l’hanno già fatto Londra, gli Olandesi, San Pietroburgo, Amburgo) è dovuta all’opposizione dei Verdi, benché le loro motivazioni siano state tutte clamorosamente confutate e talvolta perfino irrise dai tecnici.

Nessuno discute la funzione dei Verdi. La loro vigilanza ecologica nella nostra società è oggi piú che mai necessaria. Tuttavia anche i Verdi sono fallibili. Opposta alla loro ostinazione c’è la montagna dei giudizi dei maggiori scienziati del mondo. Perciò la responsabilità dei Verdi è enorme. Purtroppo stanno danneggiando la loro stessa credibilità, erodendo la fiducia che vorremmo avere in loro (…).

I Verdi sono una componente vitale di questo e dei precedenti governi: senza i loro voti il governo cade. Ma i Verdi non vogliono le dighe e tutti i nostri governanti hanno accettato di barattare Venezia, cioè il patrimonio artistico numero uno del mondo e problema numero uno mondiale di salvaguardia artistica, in cambio della propria sopravvivenza politica. Un ricatto mostruoso, un cedimento vergognoso che indigna l’umanità.

La posizione dei Verdi rispetto a Venezia puó essere paragonata ai Testimoni di Geova quando impediscono la trasfusione di sangue necessaria per la salvezza di un loro bambino: una fanatica, ostinata cecità che rivolta le viscere di qualunque essere razionale.

Il mondo sta giudicando l’Italia e gli italiani nel modo peggiore e, giustamente, vorrebbe sottrarre Venezia alla nostra ignavia: siamo genitori incoscienti, irresponsabili. Purtroppo, per l’incapacitá di reagire a un ricatto, i nostri dirigenti politici meritano di essere declassati anche moralmente. Dobbiamo smettere di chiamarci "Paese dell’Arte" se non sappiamo tutelare il maggiore bene artistico del mondo.
Il Giornale dell’Arte – Editoriale: Venezia sulla coscienza – Dicembre 2000



Anche la "Biennale Arti Visive" affonda: visita la rubrica "I nuovi accademici".


Canaletto sul web (dedicato ai politici):

http://digilander.iol.it/davidpuppulin/

http://www.grisnet.it/arte/canaletto.htm 

http://www.provincia.venezia.it/smac/ice96/canal.html

http://www.artinvest2000.com/canaletto.htm

http://www.cini.it/fondazione/07.manifestazioni/mostre/rossi/_16can_gua/cat.html